Eccomi a voi per il consueto appuntamento con la mini recensione del film del Giovedì sera all'Odeon. Ieri sera era la volta di The Millionaire, probabilmente la più nota tra le pellicole in rassegna quest'anno. Quasi sempre, prima di uscire di casa, faccio un giro tra i principali siti di cinema in rete per sondare un po' che cosa mi aspetti e ieri sono rimasto colpito dal fatto che The Millionaire fosse posizionato al quarantacinquesimo posto nella classifica dei migliori film di tutti i tempi sull'Internet Movie Database (IMDB per gli amici). E' vero che col passare del tempo i giudizi pubblicati su quest'ultimo sito, che all'inizio erano abbastanza allineati con i miei gusti, mi hanno trovato via via sempre più in disaccordo, tuttavia un film che viene posto dalla maggior parte degli utenti molto più in alto di Magnolia, la Principessa Mononoke, Blade Runner, Full Metal Jacket e paragonabile a titoli del calibro di Orizzonti di Gloria, Arancia Meccanica e American History X non può che ingenerare grandi aspettative.
L'interessante espediente narrativo usato dall'autore è quello di raccontare la vita del giovane Jamal (Dev Patel/Tanay Chheda/Ayush Mahesh Khedekar), concorrente nella versione indiana di “Chi vuol essere milionario”, ripercorrendo la serie di domande che lo hanno portato fino a quella decisiva per la vincita del massimo premio: 20 milioni di rupie. Ovviamente evito di svelarvi se il ragazzo riuscirà nel suo intento (ma chi ha detto poi che sono i soldi il suo obiettivo principale?). Lo spettatore viene così a conoscenza delle passate esperienze di Jamal, bambino cresciuto in una baraccopoli a Mumbai, insieme a suo fratello Salim(Madhur Mittal/Ashutosh Lobo Gajiwala/Azharuddin Mohammed Ismail): la perdita della madre, le persone senza scrupoli che sfruttano i minori per mandarli a mendicare, i molti espedienti per riuscire a sopravvivere e soprattutto l'incontro con Latika(Freida Pinto/Tanvi Ganesh Lonkar/Rubiana Ali), prima bambina e poi donna, che segnerà per sempre l'esistenza del protagonista.
Che dire... quarantacinquesimo posto nella classifica dei film più belli di tutti i tempi? A mio parere molto esagerato, però veramente un bel film, che ha uno dei suoi punti forti nell'ottimo ritmo narrativo impresso dal regista: gli episodi vengono esposti nella misura che non stanca lo spettatore, ma evitando di liquidarli con troppo fretta. Un altro paio di osservazioni completamente slegate tra di loro: Gerry Scotti è molto più simpatico come conduttore e se vi capita di andare a vedere questo lungometraggio non lasciate la sala prima di aver visto i coreografici titoli di coda! Consigliato.

