La rassegna dell'Odeon è terminata, ma
i cinema non sono ancora chiusi e quindi posso continuare ad
arricchire la categoria del mio blog dedicata alla settima arte con
le pellicole che mi capiterà di vedere di tanto in tanto. Ieri sera
sono andato al MoviePlanet di Parona a guardare Star Trek di J.J.
Abrams. Prima di passare alla mini recensione del film segnalo ai
lettori in zona che a quanto ho capito il multisala ha cambiato la
sua programmazione riducendo il numero degli spettacoli. In
particolare durante la settimana si terrà un unico spettacolo alle
21.30 . Trovo questa decisione molto sensata dato che per chi lavora
è un problema sia che la proiezione inizi troppo presto, sia che
finisca troppo tardi.
Ma torniamo all'argomento principale del post. Non sono un fan di Star Trek di quelli che si travestono da Vulcaniani o che imparano il Klingon, ma, dal momento che la fantascienza è uno dei miei generi preferiti, conosco abbastanza bene i precedenti film e anche le diverse serie passate in TV negli anni. La storia racconta dell'incontro dei personaggi rappresentati nella serie classica e di come questi abbiano per la prima volta lavorato insieme sulla USS Enterprise. Naturalmente non manca l'evento che causa la rottura dell'equilibrio che in questo caso consiste nell'attacco ai pianeti della federazione, Vulcano e Terra per la precisione, da parte di una nave romulana giunta per l'occasione dal futuro e in cerca di vendetta: ne scaturiranno scene d'azione e una valanga di effetti speciali conditi da un po' di ironia.
Dal punto di vista tecnico l'obiettivo
del film è pienamente raggiunto: raggi laser, battaglie spaziali,
viaggi a curvatura e teletrasporto la fanno da padroni. Se dovessi
valutare la pellicola come un fan accanito, probabilmente potrei
darne un giudizio negativo, di fatto viene gettato nel bidone tutto
l'universo rappresentato sino ad ora nella saga e si riparte da zero,
ma trovo tuttavia che sia stata una scelta coraggiosa e giusta. I
conoscitori dell'universo Star Trek noteranno un certo avvicinamento
ai canoni estetici di Star Wars nella rappresentazione degli alieni.
Una cosa che scandalizzerà parecchio i trekker più intransigenti è
il modo in cui sono stati rappresentati alcuni personaggi e mi
riferisco in particolare a Checov (Antonin Yelchin), che oltre
a parlare come la caricatura di Putin è scaltro quanto Forrest Gump,
e al mio collega
l'ingegnere capo Scotty (Simon Pegg) a
cui, così per come è stato dipinto, non farei neppure cambiare
l'olio alla mia Fiesta. Da segnalare la partecipazione di Leonard
Nemoy nella parte del vecchio Spock.
Il mio umile giudizio è che una ventata di aria fresca ci voleva proprio in questa saga, ricordiamoci che questo è l'undicesimo film, e bene ha fatto Abrams a ripartire da zero potendo in questo modo avere mano libera anche per i prossimi episodi. Luci e ombre nell'interpretazione degli attori, ma i protagonisti si salvano. Gli effetti speciali non sono nulla di... ehm... speciale, ma raggiungono il loro scopo. In definitiva consigliato per una serata leggera e in particolare agli amanti del genere, mentre se non vi piace la fantascienza o conoscete a memoria il regolamento della flotta stellare evitatelo pure.

