I più assidui lettori del mio blog (ma esistono?) avranno notato che la settimana scorsa non ho postato la consueta recensione del film in rassegna. Il motivo è che la serata prevedeva la proiezione della pellicola Terra Madre di Ermanno Olmi che essendo a metà tra un film e un documentario ho preferito non commentare. Questa settimana si riprende invece con Lo Spazio Bianco.
Maria (Margherita Buy), professoressa di Italiano alle scuole serali e donna di mezza età con una storia sentimentale importante alle spalle, vive da sola a Napoli dove cerca di ritrovare un po' di equilibrio nella sua vita. A seguito di una breve relazione con un uomo, già padre di un bimbo di pochi mesi, Maria si ritrova incinta, e nonostante il padre non se la senta di instaurare un rapporto più solido, decide ugualmente di tenere la bambina. Purtroppo, al sesto mese di gestazione, la bimba nasce prematura e prima di conoscere la sorte dell'infante, che neppure i medici possono prevedere e che potrebbe essere la morte, un grave handicap oppure una vita normale, la madre dovrà attendere alcuni mesi assistendo Irene, questo il nome scelto per sua figlia, che giace in un'incubatrice dove vive grazie all'ausilio di alcune macchine.
Come avrete intuito il tema affrontato è molto impegnativo e, forse perché quella sera ero già un po' stanco, non sono riuscito ad apprezzare del tutto questa pellicola. Tecnicamente il film è realizzato bene, sia la regia che le interpretazioni non sono eccelse, ma comunque più che sufficienti; ho trovato tuttavia alcune idee un po' fuori luogo, come il passaggio al genere musical per una breve scena oppure, parlando della trama, il flirt, abbastanza inutile ai fini della narrazione, che la protagonista instaura con un giovane e bel medico del reparto di ostetricia. Altro fattore che di certo non ha contribuito a costruirmi un giudizio positivo sul film è che i temi affrontati sono sicuramente più sentiti dall'universo femminile. Se dovessi dare un voto, sarebbe una sufficienza molto tirata, ma forse, questa volta più di altre, il giudizio di altri potrebbe essere molto diverso dal mio.

