Dopo aver saltato l'appuntamento di Giovedì scorso (ma dico io, possibile che tutta la gente che di solito viene con me al cinema stava lavorando alle nove di sera?!) ecco a voi le impressioni sul film proiettato ieri alla rassegna dell'Odeon. Innanzitutto: finalmente una commedia! Sia chiaro, a me non dispiacciono i film drammatici, ma dopo settimane di bambini abbandonati, violenze domestiche, storie di tossicodipendenti e massacri di guerra... be' un qualcosa di un filino più leggero ci voleva proprio. Detto questo, passiamo alla trama. La storia si svolge a Londra ed è tutta incentrata attorno alla figura di Pauline (Sally Hawkins), Poppy per gli amici, che è una via di mezzo tra l'Amelie dell'omonimo "Favoloso Mondo di" e una Pollyanna dei giorni nostri: il risultato è una stravagante inguaribile ottimista. Poppy ha 30 anni, fa la maestra e vive in un appartamento insiema alla sua amica Zoe (Alexis Zegerman). Oltre al lavoro, riempie il suo tempo libero con serate insieme alle amiche, il tappeto elastico, lezioni di flamenco e scuola guida. La trama non va molto oltre a questo, ma il punto forte del film sono le situazioni che si vengono a creare quando la protagonista ha a che fare con una serie di personaggi bizzarri, nevrotici, in alcuni casi addirittura psicopatici incontrati nello svolgimento delle sue numerose attività. Tra questi meritano di essere citati l'istruttore di scuola guida,
ottimamente interpretato da Eddie Marsan, e l'insegnante di flamenco (Karina Fernandez). Nonostante il mio giudizio globale sulla pellicola sia positivo, un paio di appunti mi sento di farli: è vero che l'ottimismo di Poppy è il cardine attorno al quale ruota tutto il film, ma a volte, a mio parere, la caratterizzazione del personaggio risulta un poco eccessiva. Anche i, per fortuna pochi, momenti sentimental/romantici su cui ho sorvolato durante la descrizione, mi hanno messo alla prova.
Tirando le somme, nonostante le ultime osservazioni, terrei in considerazione questo film durante la vostra prossima visita ad un videonoleggio. Probabilmente più apprezzabile da un pubblico femminile.

