Un paio di anni fa ero un grandissimo atleta. Correvo per chilometri e chilometri senza battere ciglio al termine dei quali non avevo neppure un po' di fiatone...
Va be', non ci ha creduto nessuno: ad essere sincero quello che ho scritto è quasi corretto, salvo che la frase dovrebbe finire con “al termine dei quali non avevo neppure un po' di *fiato*”. Ma il punto è che tenendo un passo tranquillo e allenandomi regolarmente effettivamente un'oretta di corsa riuscivo a farmela tutta. Poi, come tutti i grandissimi atleti ho avuto un insignificante infortunio, per il quale ho interrotto gli allenamenti e nel frattempo è arrivato Agosto (e chi ha voglia di uscire a correre ad Agosto?) ed ecco fatto: fine di una promettente carriera di runner... fino a pochi giorni fa.
Già, perché spinto non dalla voglia di far riaffiorare in me l'antica e perduta forma fisica, ma per un bieco, benché nobile, secondo fine, l'amico Fausto mi ha convinto ad iscrivermi alla Family Run, la corsa non competitiva che si svolge su un tracciato ridotto in contemporanea alla più professionale Half Marathon di Vigevano. Dal fatto che state leggendo il mio articolo sulla manifestazione avrete già capito che tanto per cominciare sono ancora vivo, ed è già qualcosa.
Tornando un po' più seri, il nobile fine a cui accennavo poco sopra era l'iscrizione nel gruppo di Vigevano Sostenibile, di cui ho parlato qualche giorno fa nell'articolo sulla centrale diesel. Nell'intento di far conoscere un po' di più il comitato e soprattutto le tematiche promosse da esso, si è pensato di partecipare all'evento indossando delle magliette arancioni che riportavano l'indirizzo del sito e uno slogan contro la costruzione della centrale. Dato che la corsa non era competitiva, molte persone si sono limitate a fare una bella passeggiata per le vie del centro, anche perché come spesso accade in questo genere di manifestazioni, tra i partecipanti c'erano anche allegre famigliole (altrimenti che Family Run sarebbe?) con bambini e cani al seguito. Io, invece, che all'inizio ero un po' restio a partecipare, alla fine mi son lasciato prendere la mano e ho deciso di mettere alla prova la mia forma fisica correndo, anche se senza troppe pretese. Il tempo, purtroppo per l'organizzazione, non era dei migliori, infatti ha sempre piovuto, ma vi confesso che a me la cosa ha solo fatto piacere e mi sono divertito come un bambino a correre per le strade della città, solitamente invase dalle automobili, sotto l'acqua e in piena libertà.
Concludendo... alla fine sono riuscito ad arrivare in fondo in qualche modo. Dalla partecipazione ne esco con: una simpatica medaglietta, un chilo di riso, un barattolo di caffè, tre o quattro giorni di acido lattico nelle gambe assicurati e la piccola grande soddisfazione di aver tagliato il traguardo.

