Il film racconta la contrastata
relazione sentimentale ambientata nella Francia della belle époque
tra Lèa (Michelle Pfeiffer) e Chéri (Rupert Friend).
La prima è una delle donne, ormai non più giovanissima, che a quel
tempo si arricchivano sfruttando le fortune dei loro numerosi amanti.
Il secondo è il figlio, che all'inizio della pellicola incontriamo
diciannovenne, di Madame Peloux (Kathy Bates) una delle amiche
e colleghe, se così si può dire, di Chéri. Quest'ultimo, cresciuto
nella ricchezza e viziato dalle attenzioni della madre, conduce una
vita lasciva e probabilmente dal suo punto di vista anche un po'
noiosa, passando da un locale all'altro della Parigi dell'epoca. La
madre, preoccupata per lui, lo manda a passare un po' di tempo nella
villa in Normandia di Lèa. La convivenza dei due che doveva durare
per poche settimane, si protrae per ben sei anni fino a quando Chéri
non se ne deve andare per sposarsi in un matrimonio combinato dalla
madre. E' a questo punto che i due si rendono veramente conto di
quanto speciale fosse il loro rapporto.
Purtroppo, seppure la trama fornisse molti spunti per mettere in mostra le capacità della regia e del cast, il prodotto non riesce ad andare al di là della mediocrità. Anche Michelle Pfeiffer sembra un po' sottotono. Unico aspetto che a tratti si distingue, la fotografia. Molte scelte risultano discutibili, prima fra tutte quella di introdurre, a mio parere senza un valido motivo, un narratore fuori campo che per di più nel doppiaggio italiano soffre di un interpretazione affidata ad una voce che stride con tutto il resto. Criticabile anche la decisione di liquidare il finale della storia ad un paio di battute, il cui contenuto sarebbe bastato a girare un altro film, della suddetta voce.
Come è evidente il mio giudizio non è positivo e lo consiglio solo agli ammiratori più spassionati del genere o dei protagonisti.

