Questa settimana vi parlo di una
commedia svedese. Nella mail che mi arriva ogni settimana con la
programmazione dei film in rassegna, questo passaggio mi aveva un po'
allarmato: “un umorismo scandinavo a volte un po' spiazzante per
noi mediterranei”. Ma andiamo con ordine.
Il film parla di due coppie sposate da diversi anni. I due mariti sono colleghi in una cartiera e amici molto stretti e sono inoltre legati dal fatto che uno dei due, Erland, è stato molto a vicino all'altro, Sven-Erik, in un periodo di forte depressione che aveva visto quest'ultimo arrivare addirittura a tentare il suicidio. Erland, insieme con la moglie May, tiene corsi sulla vita di coppia nella locale parrocchia. La situazione di equilibrio viene interrotta quando Erland e la moglie di Sven-Erik, Karin, scoprono di provare una forte passione l'uno per l'altra. Dopo i primi incontri segreti, spinti dai sensi di colpa, i due decidono di svelare i propri sentimenti ai relativi partner e preso atto della situazione il quartetto decide di andare a vivere sotto un unico tetto: una soluzione razionale (ma lo è poi?). Da qui in poi l'assurdità della situazione dovrebbe offrire infiniti spunti di ilarità. Ho scritto “dovrebbe”: veniamo infatti alla valutazione del film.
Probabilmente tra le pellicole proiettate in rassegna quest'anno, questa è quella che mi ha convinto di meno. Più di una volta mi sono ritrovato a guardare l'orologio per capire quanto mancasse all'intervallo e alla fine del film. Avrò sorriso sì e no un paio di volte lungo tutta la durata del film: di certo non un buon risultato per una commedia. La narrazione è lenta, troppo lenta. L'interpretazione è mediocre. Per la regia, l'unica cosa che si salva è qualche bel paesaggio svedese di tanto in tanto, ma, come dicevo a Paolo che era presente, datemi una cinepresa, pagatemi un viaggio in Svezia e vedrete che qualche inquadratura spettacolare, per caso, ogni tanto verrebbe fuori anche a me. Non mi dilungo oltre: il mio giudizio è chiaro e lapidario. Se andate a vederlo, non dite che non vi avevo avvertiti.

