Questa settimana doppio appuntamento al cinema. Ieri sera sono andato a vedere Valzer con Bashir. Non capita tutti i giorni di vedere un film di animazione israeliano. La pellicola racconta la storia di un cineasta veterano dell'esercito israeliano che si rende conto di aver rimosso dalla memoria gli anni di guerra in Libano: decide così di intraprendere un percorso alla ricerca dei ricordi perduti. L'incontro con i suoi ex commilitoni fa riaffiorare episodi nascosti, ma mai cancellati dalla mente del protagonista. Il lungometraggio, che alterna scene nel contesto dei tre livelli dell'onirico, della realtà presente, e di quella passata conduce gli spettatori fino all'episodio più drammatico: il massacro dei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila ad opera dei falangisti cristiani libanesi con la collaborazione dell'esercito israeliano. La scelta dell'animazione, che a volte in questo genere di produzioni lascia a desiderare anche dal livello tecnico, è un'idea davvero brillante e in questo caso anche ben realizzata: questa tecnica ben si adatta a rappresentare un viaggio nella memoria e permette al regista di guidare lo spettatore fino all'improvviso e inaspettato contrasto finale.
Io ho un metodo particolare per distinguere un film semplicemente bello da un film per me speciale: se il giorno dopo averlo visto per la prima volta, vorrei già poterlo rivedere, allora appartiene alla seconda categoria. Be', indovinate un po' dove colloco questo film? Avete indovinato: film speciali. Non ho ancora disegnato un "sigillo di approvazione di Matteo", ma fate conto che l'abbia fatto e immaginatelo appiccicato alla foto della locandina.
Alla prossima!

