Ultimo appuntamento per questa stagione
con il cineforum all'Odeon. Il film drammatico proposto ieri sera era
La duchessa. La storia è ambientata nell'Inghilterra di fine
1700 , dove la giovane lady Georgiana Spencer (Keira Knightley)
viene designata come sposa di William Cavendish (Ralph Fiennes),
duca del Devonshire. Dopo l'iniziale entusiasmo, Georgiana si
accorge ben presto che il ruolo di duchessa è molto diverso da
quello che si aspettava. L'unico interesse del marito si rivela
essere quello di avere un erede maschio e la situazione diventa via
via più difficile quando Georgiana dà alla luce tre figlie femmine.
Il duca non si fa inoltre problemi a cercare il piacere in altre
donne, cosa che la protagonista sopporta sino a che a queste non si
va ad aggiungere, sebbene forse spinta da comprensibili motivi, Bess
Foster (Hayley Atwell), sino ad allora la più grande amica di
Georgiana. Dal canto suo anche la duchessa instaura una relazione
extra coniugale con Charles Grey(Dominic Cooper), emergente
figura politica del tempo. Ovviamente il manage a trois a palazzo e
l'amore clandestino con il conte Grey esasperano una situazione già
in partenza poco sostenibile.
La realizzazione tecnica è senza lode né infamia. Qualche spunto interessante qua e là, come il parallelo tra la scena iniziale con il duca che ascolta dalla finestra le urla di gioia di Georgiana, ancora ignara del destino che la attende e quella verso la fine del film in cui sono le urla dei bambini che giocano che catturano l'attenzione di William in una delle poche scene in cui il personaggio per un attimo sembra mostrare il suo vero carattere. Nulla da eccepire sulla recitazione: il cast svolge bene il suo dovere.
Il giudizio personale su questa pellicola è che nonostante la realizzazione sia di buon livello sotto tutti i punti di vista, è la sceneggiatura l'aspetto più difficile da apprezzare. I film di questo genere, con rare eccezioni, non mi hanno mai entusiasmato. Anche Barry Lyndon, per chiamare in causa uno dei miei registi preferiti, non mi aveva fatto urlare al capolavoro. Un'eccezione che merita invece di essere segnalata è Il trionfo dell'amore che vidi ad una diversa rassegna oramai molti anni fa.
In definitiva, un buon prodotto, ma solo se piace il genere.

