<?xml version="1.0" encoding="utf-8" ?>

<rss version="2.0" 
   xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#"
   xmlns:admin="http://webns.net/mvcb/"
   xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
   xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
   xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
   xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
   >
<channel>
    
    <title>Blog personale di Matteo Beniamino - Cinema</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/</link>
    <description>Il mio piccolo posto nel web...</description>
    <dc:language>en</dc:language>
    <generator>Serendipity 1.5.4 - http://www.s9y.org/</generator>
    <pubDate>Wed, 07 Jul 2010 18:39:59 GMT</pubDate>

    <image>
        <url>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/templates/bulletproof/img/s9y_banner_small.png</url>
        <title>RSS: Blog personale di Matteo Beniamino - Cinema - Il mio piccolo posto nel web...</title>
        <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/</link>
        <width>100</width>
        <height>21</height>
    </image>

<item>
    <title>Soul kitchen</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/53-Soul-kitchen.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/53-Soul-kitchen.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=53</wfw:comment>

    <slash:comments>0</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=53</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;div&gt; 
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;uploads/soul.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;1&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;Eccovi la recensione del primo film della rassegna estiva in Castello,&amp;#160;di cui potete trovare il programma &lt;a href=&quot;http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/pages/castello2010.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;,&amp;#160;a cui ho assistito.&amp;#160;La pellicola in questione è Soul Kitchen, una commedia tedesca del giovane regista Fatih Akin.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La storia ruota attorno ad un ristorante di Amburgo, il Soul Kitchen per l&#039;appunto, ricavato all&#039;interno di una vecchia fabbrica e al cui interno si muovono una serie di personaggi abbastanza fuori dagli schemi.&amp;#160;Il gestore del locale di origine greca, Zinos,&amp;#160;è combattuto dalla scelta se rimanere a curare il posto su cui ha puntato tutto o raggiungere la sua ragazza giornalista che è partita per la Cina per lavoro. Affidare il posto alla gestione del fratello non è la soluzione ideale visto che quest&#039;ultimo è sempre stato un poco di buono con poca voglia di lavorare e che al momento si trova in regime di&amp;#160;semilibertà.&amp;#160;Tra tutti gli altri personaggi, troppi per essere elencati qui, merita di essere citato il cameriere che rivoluzionerà il menù dell&#039;improbabile ristorante che considera il suo lavoro una forma d&#039;arte di cui chiaramente ritiene di essere un eccellente esponente. Naturalmente le avversità che si troveranno ad affrontare i protagonisti non saranno poche: tra i problemi di salute, quelli di cuore, i guai con il fisco e l&#039;ufficio d&#039;igiene e la pressione di faccendieri interessati al terreno su cui sorge il locale i problemi per loro sembrano non finire mai.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Le premesse per passare un paio d&#039;ore spensierate ci sono tutte e infatti la commedia è gradevole, il cast riesce a portare in scena una performance più che buona ad eccezione forse del protagonista, secondo me non all&#039;altezza degli altri, e, soprattutto dopo la mezz&#039;ora iniziale, il film acquista via via ritmo e le trovate divertenti aumentano. Purtroppo, a mio parere,&amp;#160;l&#039;idea, che offre diversi spunti interessanti, non è sfruttata al massimo, alcune gag non sono del tutto riuscite, e anche la trama contiene un paio di risvolti discutibili perché poco credibili anche per un film di questo genere.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Sintetizzando una pellicola a cui darei un voto più che sufficiente, ma da cui mi sarei aspettato qualcosa di più.&lt;/p&gt; 
&lt;/div&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Sat, 03 Jul 2010 08:47:06 +0200</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/53-guid.html</guid>
    <category>cinema in castello</category>
<category>soul kitchen</category>

</item>
<item>
    <title>Cinema in Castello 2010</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/52-Cinema-in-Castello-2010.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/52-Cinema-in-Castello-2010.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=52</wfw:comment>

    <slash:comments>2</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=52</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;p&gt;Per tutti gli appassionati di cinema di Vigevano e dintorni ho pubblicato sul sito la programmazione della rassegna &amp;quot;Cinema in Castello 2010&amp;quot;. Se vedete qualche titolo che vi ispira contattatemi pure.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Ecco il link: &lt;a href=&quot;http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/pages/castello2010.html&quot; title=&quot;Cinema in castello 2010&quot;&gt;Cinema in castello 2010&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Thu, 17 Jun 2010 21:17:55 +0200</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/52-guid.html</guid>
    <category>cinema in castello</category>
<category>cinema in castello 2010</category>
<category>vigevano</category>

</item>
<item>
    <title>L'uomo che verrà</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/49-Luomo-che-verra.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/49-Luomo-che-verra.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=49</wfw:comment>

    <slash:comments>0</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=49</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;div&gt; 
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;uploads/uomo.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;1&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;Il film di questa settimana ci riporta al tempo della seconda guerra mondiale, nel 1944, ma non&amp;#160;è ambientato nei grandi teatri di battaglia tra nazisti e alleati, bensì nelle campagne dell&#039;Emilia. Nei titoli di coda viene specificato che i personaggi rappresentati sono inventati, ma che i fatti invece sono reali,&amp;#160;affermazione che ho scoperto essere non del tutto precisa in quanto alcuni dei personaggi sono invece realmente esistiti. La situazione in cui si è trovata la popolazione rurale nelle campagne bolognesi&amp;#160;e i tragici avvenimenti&amp;#160;scaturiti da essa sono raccontati seguendo una bambina di otto anni, Martina, muta dalla morte del fratellino,&amp;#160;e che vive, insieme alla sua famiglia, l&#039;attesa dell&#039;arrivo di una nuova vita che sta crescendo in grembo a sua madre. Purtroppo, l&#039;aiuto, in maggior parte per convinzione, ma&amp;#160;anche perché alternative non ve ne erano, della popolazione&amp;#160;fornito dai contadini alle brigate partigiane provocherà una delle più spietate rappresaglie che i nazisti abbiano messo in atto durante il secondo conflitto mondiale che porterà all&#039;uccisione di centinaia di civili, in maggioranza donne, vecchi e bambini e che è ricordata con il nome di strage di Marzabotto.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;L&#039;opera tratta un tema a mio parere assai difficile da raccontare&amp;#160;senza cadere nella trappola di lasciarsi andare a facili rappresentazioni ideologiche in cui un&#039;estremizzazione dei personaggi porterebbe a una visione manicheista della situazione ben lontana dalla realtà inficiando&amp;#160;quello che a mio parere dovrebbe essere il maggior pregio per un film di questo genere, e cioè saper raccontare i fatti con arte, ma mantenendosi aderenti agli accadimenti storici, affinché la pellicola assuma anche la funzione di testimonianza degli eventi narrati. In questo caso l&#039;impressione che ho avuto, confermata anche da fonti ben più autorevoli e molto più adeguate ad esprimere un giudizio in tale ambito del sottoscritto, è che il rischio sia stato magistralmente evitato, si badi bene però senza per questo voler sottointendere una anche minima equiparazione tra i ruoli avuti da esercito tedesco e resistenza. La ricostruzione è molto plausibile e si ha davvero l&#039;impressione di aver avuto la rara possibilità di gettare uno sguardo su una realtà oramai scomparsa, ma che non per questo si sente lontana. A contribuire alla riuscita senza dubbio c&#039;è anche la scelta, per fortuna mantenuta nella versione che ho avuto l&#039;occasione di vedere, di lasciare i dialoghi in dialetto bolognese con l&#039;ausilio di sottotitoli. L&#039;interpretazione del cast è molto al di sopra della media, in particolare molto buona la performance della giovanissima protagonista.&amp;#160;Ho molto apprezzato anche la fotografia e l&#039;ambientazione, sia nella rappresentazione dei boschi e delle campagne, sia per quella degli interni e dei vecchi casolari. Senza dubbio pellicola che vale la pena di vedere. Dal momento che la tragedia oggetto della trama merita un approfondimento,&amp;#160;per chi volesse saperne di più, lascio il collegamento alla pagina di Wikipedia sulla &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Marzabotto&quot; title=&quot;Strage di Marzabotto&quot;&gt;strage di Marzabotto&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; 
&lt;/div&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Sat, 17 Apr 2010 14:29:59 +0200</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/49-guid.html</guid>
    <category>bologna</category>
<category>eccidio</category>
<category>marzabotto</category>
<category>monte sole</category>
<category>nazisti</category>
<category>partigiani</category>
<category>resistenza</category>
<category>strage</category>
<category>tedeschi</category>

</item>
<item>
    <title>Welcome</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/48-Welcome.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/48-Welcome.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=48</wfw:comment>

    <slash:comments>0</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=48</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;div&gt; 
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;uploads/welcome.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;1&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;Film francese su di un tema molto attuale e cioè l&#039;immigrazione clandestina che in questo caso ha come meta finale la Gran Bretagna, ma che nonostante ciò&amp;#160;riguarda da vicino tutti noi.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La vicenda segue la storia di un giovane curdo, Bilal, di appena 17 anni giunto dall&#039;Iraq fino alle coste di Caleis e il cui scopo è attraversare la Manica per cercar fortuna in Inghilterra dove tra l&#039;altro già vive,&amp;#160;legalmente, la sua ragazza. Capito di non potercela fare con mezzi tradizionali, Bilal si mette in testa di attraversare la Manica a nuoto e per questo, con i pochi soldi rimasti dopo il lungo viaggio e un tentativo di attraversamento organizzato finito male, decide di prendere lezioni di stile libero. Il suo istruttore, che sta attraversando un periodo difficile a causa del divorzio con una donna che evidentemente ancora ama e che fa la volontaria&amp;#160;per dare supporto ai numerosi irregolari che vivono nella zona del porto, lo aiuterà, dapprima al solo scopo di riallacciare la relazione con la ex moglie, ma in seguito con sincera convinzione. Naturalmente non mancheranno le difficoltà dovute ai pregiudizi della gente, al lavoro delle forze dell&#039;ordine e anche ai dissidi che scoppiano inevitabili anche tra i diversi disperati che nutrono un&amp;#160;legittimo desiderio di una migliore prospettiva di vita.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Purtroppo, nonostante il messaggio che il regista cerca di trasmettere, e cioè che la natura umana con tutti i suoi pregi e i suoi difetti renda&amp;#160;quegli immigrati molto più vicini a noi fortunati abitanti della parte ricca del mondo di quanto li possano allontanare la cultura, la lingua e l&#039;etnia diverse sia, almeno per quanto mi riguardi, ampiamente condivisibile, oggettivamente non posso esprimere un giudizio globalmente positivo su tutto il resto. La storia, visto l&#039;intento apparente del film di descrivere la situazione reale dei tanti immigrati giunti nei nostri paesi, non è per niente credibile: il ragazzo ingenuo a tal punto da credere di poter diventare un calciatore nel Manchester&amp;#160;United che vuole andare a Londra per ritrovare l&#039;amore perduto&amp;#160;e che pensa di farlo attraversando il mare a nuoto è veramente un po&#039; troppo. A tutto questo, se non bastasse, si aggiungono una regia e un cast del tutto incolori. Il film ha ricevuto alcuni premi, tra cui il premio del pubblico al Festival di Berlino nel 2009, e francamente mi domando come sia possibile a meno che la gente non lo abbia voluto premiare più per la tematica affrontata&amp;#160;che per la realizzazione tecnica e questo, da un certo punto di vista,&amp;#160;mi rincuorerebbe. A chi interessa l&#039;argomento consiglierei quindi di rivolgersi altrove, considerato che le alternative non mancano: così al volo mi viene in mente, ad esempio, &lt;em&gt;Machan&lt;/em&gt; che racconta la vera storia della falsa nazionale di pallamano dello Sri-Lanka.&lt;/p&gt; 
&lt;/div&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Fri, 09 Apr 2010 20:39:25 +0200</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/48-guid.html</guid>
    <category>bilal</category>
<category>caleis</category>
<category>curdo</category>
<category>iraq</category>
<category>manica</category>

</item>
<item>
    <title>Il mio amico Eric</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/47-Il-mio-amico-Eric.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/47-Il-mio-amico-Eric.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=47</wfw:comment>

    <slash:comments>3</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=47</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;div&gt; 
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;uploads/eric.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;1&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;Premetto subito che non ho molto da dire sul film in rassegna visto ieri sera, Il mio amico Eric, una commedia che vanta la firma alla regia di Ken Loach, ma soprattutto la partecipazione nel&amp;#160;ruolo di se stesso dell&#039;ex asso del Manchester United, Eric Cantona.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Il postino Eric&amp;#160;sta attraversando&amp;#160;un perido di profonda crisi, straziato dal rimpianto per aver abbandonato l&#039;amore della sua vita, Lily, molti anni prima e&amp;#160;con due figliastri che non mostrano alcun rispetto nei suo confronti. L&#039;occasione per rivedere Lily si presenta quando l&#039;unica figlia chiede loro di occuparsi della nipotina mentre lei si dedicherà alla redazione della tesi, ma questo fatto sconvolge Eric ed è a questo punto che accade l&#039;impossibile: Cantona, il mito di Eric, esce dal poster che questi tiene appeso in camera sua e comincia a dargli consigli&amp;#160;su come affrontare la situazione. A questo punto mi pare doveroso precisare che tutto ciò succede mentre il postino&amp;#160;stava fumando non propriamente del tabacco. Ad ogni modo, da quel momento in poi Cantona diventerà un fedele amico e consigliere del portalettere e lo aiuterà a superare questa ed altre difficoltà che questi si troverà davanti.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Come anticipavo, non ho molto da aggiungere: nulla&amp;#160;spicca, nè la regia, nè la recitazione, nè la fotografia, neppure le battute, e però il risultato finale è, una volta tanto, superiore alla somma delle singole parti. La commedia scorre veloce e non annoia mai e Cantona funziona perfettamente nell&#039;inedito ruolo di attore, ancorché nella parte di se stesso.&amp;#160;In sintesi, un&#039;idea assai originale che Ken Loach rappresenta e tratta senza strafare, ma in maniera impeccabile. Meritevole di essere visto.&lt;/p&gt; 
&lt;/div&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Fri, 02 Apr 2010 20:44:54 +0200</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/47-guid.html</guid>
    <category>eric</category>
<category>eric cantona</category>
<category>manchester united</category>

</item>
<item>
    <title>Segreti di famiglia</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/46-Segreti-di-famiglia.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/46-Segreti-di-famiglia.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=46</wfw:comment>

    <slash:comments>0</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=46</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;div&gt; 
&lt;p&gt; &lt;/p&gt; 
&lt;div&gt; 
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;uploads/segreti.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;1&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;Segreti di famiglia è un film scritto e diretto da Francis Ford Coppola che per la terza volta si cimenta nel ruolo di sceneggiatore oltre che in quello più consueto di regista. La&amp;#160;natura della pellicola è in parte sperimentale tanto è vero che essa, nonostante il grosso nome dell&#039;autore, è stata autoprodotta e non è stata distribuita dalle solite&amp;#160;case di distribuzione che in genere pubblicano i suoi film.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La trama dell&#039;opera racconta dell&#039;incontro a distanza di anni dalla loro separazione di due fratelli:&amp;#160;Angie (&lt;em&gt;Vincent Gallo&lt;/em&gt;), detto Tetro, e il più giovane Bennie (&lt;em&gt;Alden Ehrenreich&lt;/em&gt;), appena diciottenne. I due non si vedevano da quando il primo aveva abbandonato la casa natale&amp;#160;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;per tentare di realizzare le sue aspirazioni a diventare scrittore e &lt;/span&gt;per dissensi con il padre, che è un&amp;#160;acclamatissimo direttore d&#039;orchestra. Dopo aver tagliato tutti i ponti con la famiglia e con il suo passato&amp;#160;Tetro vive ora a Buenos Aires con la compagna Miranda (&lt;em&gt;Maribel Verdù&lt;/em&gt;). Se da una parte si intuisce che Tetro non nutra alcun rancore nei confronti di &lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;Bennie&lt;/span&gt;, dall&#039;altra l&#039;arrivo di quest&#039;ultimo lo costringe ad&amp;#160;affrontare i fantasmi del suo passato che ancora lo tormentano. La storia è in realtà molto più complessa di quanto scritto in queste poche righe, ma preferisco non svelare troppo per chi volesse vedere eventualmente la pellicola.&amp;#160;Ho molto apprezzato il fatto che mai mi è successo di prevedere che cosa stesse per accadere nella scena successiva a quella che stavo vedendo e più di una volta il regista è riuscito a gabbarmi, facendo intendere fatti che davo per scontati e che invece puntualmente prendevano risvolti inaspettati.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;Al di là della trama in sé, il lavoro di Coppola è impregnato di simbolismi: in particolare quello della luce, che probabilmente è la metafora del successo che ha il potere di attrarre le persone, così come fa la luce con le falene, o di abbagliare distorcendo la percezione della realtà o che talvolta può mettere a rischio la vita di una persona come i fanali delle automobili. Citato più volte nel film il balletto Coppélia che parla della bambola artificiale costruita e amata come una figlia dal dottor Coppélius: è forse questo, un manichino da articolare a piacere, quello che il padre di Tetro e Bennie ha bisogno per amare le persone?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Accennavo alla natura sperimentale di questo lavoro: testimonianza di questo la scelta tecnica molto originale di rappresentare il presente in bianco e nero e di riservare l&#039;uso&amp;#160;del colore soltanto ai numerosi flashback. La fotografia è molto buona e, secondo l&#039;opinione di chi scrive,&amp;#160;per goderne a pieno bisogna assistere alla proiezione sul grande schermo: dubito che anche il più avanzato sistema di riproduzione domestica possa rendere le sensazioni che si provano a vedere queste immagini in una sala cinematografica. Meritevole di menzione anche l&#039;interpretazione degli attori. In definitiva una prova molto convincente di Coppola che sono soddisfatto di essere andato a vedere e che forse meriterebbe di essere rivisto per cogliere aspetti che soltanto conoscendo tutto l&#039;insieme ora forse risulterebbero&amp;#160;completamente comprensibili.&lt;/p&gt; 
&lt;/div&gt; 
&lt;p&gt; &lt;/p&gt; 
&lt;/div&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Sat, 27 Mar 2010 08:29:09 +0100</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/46-guid.html</guid>
    <category>buenos aires</category>
<category>francis ford coppola</category>

</item>
<item>
    <title>Lebanon</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/44-Lebanon.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/44-Lebanon.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=44</wfw:comment>

    <slash:comments>1</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=44</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;&lt;img src=&quot;uploads/lebanon.jpg&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;Lebanon, vincitore del Leone d&#039;Oro come
miglior film alla 66esima Mostra del Cinema di Venezia,   è il
secondo film che mi sia capitato di vedere che abbia come oggetto la
guerra del Libano del 1982. Il primo fu Walzer con Bashir di cui ho
già avuto modo di scrivere e che sia per lo stile che per il punto
di vista adottato è comunque molto diverso dalla pellicola che
tratto oggi e al cui &lt;a href=&quot;http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/4-Valzer-con-Bashir.html&quot;&gt;articolo&lt;/a&gt;
vi rimando qualora foste interessati.&lt;/p&gt; 
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;Lebanon parla di un squadra di militari
israeliani alla guida di un carro armato che giunge in Libano per
dare supporto all&#039;invasione del paese. Ben presto essi si renderanno
conto di che cosa sia una vera guerra e si troveranno ad affrontare
le situazioni tipiche di uno scenario del genere: dai villaggi rasi
al suolo alle vittime e i feriti non solo tra i militari ma anche e
soprattutto tra i civili, compresi bambini e donne, e all&#039;obbligo di
scegliere tra rinnegare l&#039;ultimo barlume di pietà che rende le
persone esseri umani o avere qualche possibilità in più di aver
salva la vita lasciandosi andare all&#039;assurdità delle armi.&lt;/p&gt; 
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;Devo dire che, data la mia indole
razionale che tende a separare la realtà da quello che viene
proiettato, raramente mi capita di provare emozioni forti davanti al
grande schermo ma in questo caso il regista &lt;em&gt;Samuel Maoz&lt;/em&gt; è riuscito a
far giungere sino a me un&#039;emanazione dell&#039;orrore della guerra che
ricorderò a lungo. La scelta audace di girare tutto il film
dall&#039;interno del carro armato, comprese le riprese esterne che sono
sempre mediate dal mirino del mezzo blindato, è molto ben riuscita e
ha l&#039;effetto di trasmettere allo spettatore un claustofobrico senso
di angoscia. Lo stesso carro armato è, che ce ne si renda conto o
meno, la metafora degli uomini che lo comandano e così come esso
coll&#039;avanzare in territorio ostile si sporca, diventa viscido,
disordinato e comincia a funzionare male, lo stesso può dirsi
dell&#039;animo delle persone che ne sono alla guida. Anche il lavoro
degli attori, essenziale alla buona riuscita del film, date le
premesse, è qualitativamente assai buono. Unica critica negativa che
mi sento di muovere a questo lungometraggio è forse una piccola
mancanza di originalità che non inficia comunque la bontà
complessiva dell&#039;opera.&lt;/p&gt; 
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;Prima di terminare questo breve post,
vi metto a disposizione il collegamento all&#039;articolo di Wikipedia che
parla della prima guerra del Libano:
&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Libano_(1982&quot;&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Libano_(1982&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Libano_(1982)&quot;&gt;).&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;La visione del film è senza dubbio
consigliata, ma soltanto a persone non facilmente impressionabili.&lt;/p&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Fri, 19 Mar 2010 23:11:04 +0100</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/44-guid.html</guid>
    <category>israele</category>
<category>labanon</category>
<category>leone d'oro</category>
<category>libano</category>
<category>samuel maoz</category>

</item>
<item>
    <title>Io, Don Giovanni</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/43-Io,-Don-Giovanni.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/43-Io,-Don-Giovanni.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=43</wfw:comment>

    <slash:comments>0</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=43</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;&lt;img src=&quot;uploads/dongiovanni.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;1&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;Questa settimana è di scena la musica
lirica: il film proiettato alla rassegna è stato infatti “&lt;em&gt;Io,
Don Giovanni&lt;/em&gt;”, una coproduzione italo-spagnola tutta incentrata
sul parallelismo tra i personaggi dell&#039;opera di Mozart e i
protagonisti della pellicola.&lt;/p&gt; 
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;Il lungometraggio si apre a Venezia,
nell&#039;anno 1763, dove un giovane Lorenzo Da Ponte (&lt;em&gt;Lorenzo
Balducci&lt;/em&gt;), ebreo, è costretto a battezzarsi e a convertirsi alla
fede cattolica. La sua gioventù è segnata dalla doppia vita di sacerdote e di libertino appartenente ad una loggia massonica. Venuta
a sapere del suo segreto e del fatto che per anni egli è riuscito a
far pubblicare clandestinamente dei suoi lavori dai contenuti per
nulla graditi alle alte sfere, il tribunale dell&#039;inquisizione lo fa
arrestare proprio pochi istanti dopo che costui aveva conosciuto
donna Annetta (l&#039;incantevole &lt;em&gt;Emilia Verginelli&lt;/em&gt;), e in seguito
lo condanna all&#039;esilio. Aiutato da una lettera di raccomandazioni di
Giacomo Casanova (&lt;em&gt;Tobias Moretti&lt;/em&gt;) e lasciata Venezia, Da Ponte
si reca a Vienna dove si presenta a Salieri, musicista che gode dei
favori della corte austriaca e dove incontra nientemeno che Wolfgang
Amadeus Mozart (&lt;em&gt;Lino Guanciale&lt;/em&gt;), che al contrario è costretto
a vivere in un&#039;umile dimora e a cercare di sbarcare il lunario dando
qualche lezione di musica. A Da Ponte presto viene assegnato il ruolo
di librettista per la prossima opera di Mozart, le nozze di Figaro,
che ha un grande successo e gli fa guadagnare un certo prestigio.
Influenzato anche dal desiderio del suo mentore Casanova, che in Don
Giovanni si rispecchia, Da Ponte decide di proporre a Mozart di
lavorare di nuovo insieme e di mettere in scena una versione
innovativa della storia del famoso libertino. Naturalmente prima della
fine molte cose ancora accadranno.&lt;/p&gt; 
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;Iniziamo subito la critica con la cosa
che mi ha convinto di meno: la sceneggiatura. Secondo me non brilla
per originalità e l&#039;idea di usare la contaminazione tra musica
lirica e settima arte è già stata sfruttata in passato, cito ad
esempio &lt;em&gt;Tosca e le altre&lt;/em&gt;. Tutto il resto però sopperisce a questa
comunque non gravissima mancanza a cominciare dalla fotografia: le
luci sono usate in maniera virtuosa, e sebbene spesso per nulla
realistiche, partecipano al gioco del regista &lt;em&gt;Carlos Saura&lt;/em&gt; che
trasferisce sulla pellicola caratteristiche tipiche del teatro.
L&#039;estremizzazione di questo concetto fa sì che, quando lo spettatore
meno se lo aspetta, le carrozze si muovano su paesaggi che in realtà
sono soltanto dei fondali e che i personaggi camminino in una Vienna
dove le strade e le case sono solo dei teli dipinti. A fare da
colonna sonora a tutto questo, ovviamente, ci sono pregevolissimi
pezzi di musica classica. Per terminare esprimo un buon giudizio
anche sull&#039;interpretazione degli attori. Come si può capire da
quanto ho scritto, molto consigliato a chi sa apprezzare anche gli
aspetti tecnici di un&#039;opera cinematografica e comunque a chi piace il
genere storico (ma che sa chiudere un occhio sul rigore della
ricostruzione) o anche ai fan, se mi passate il termine, di Mozart.&lt;/p&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Fri, 12 Mar 2010 23:07:44 +0100</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/43-guid.html</guid>
    <category>carlos saura</category>
<category>da ponte</category>
<category>don giovanni</category>
<category>emilia verginelli</category>
<category>mozart</category>
<category>salieri</category>
<category>venezia</category>
<category>vienna</category>

</item>
<item>
    <title>Il riccio</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/41-Il-riccio.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/41-Il-riccio.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=41</wfw:comment>

    <slash:comments>1</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=41</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;&lt;img src=&quot;uploads/riccio.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;1&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;Fa piacere trovare film che confutano i
miei pregiudizi sulle pellicole francesi e poi tutto sommato questi
pregiudizi non li ho neppure seriamente visto che alla fine non mi
lascio influenzare e ogni volta vado ugualmente al cinema sperando di
assistere a una rappresentazione meritevole. E&#039; questo il caso de &lt;em&gt;Il
riccio&lt;/em&gt;. Il film è tratto dal libro &lt;em&gt;L&#039;eleganza del riccio&lt;/em&gt;
di &lt;span style=&quot;font-style: normal; &quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal; &quot;&gt;Barbery
Muriel&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che ha avuto un certo successo in libreria ed è
ambientato in un signorile palazzo di Parigi dove, tra gli altri,
vivono la dodicenne Paloma e la sua famiglia di estrazione borghese,
Renée, la portinaia dello stabile che vengono raggiunte molto presto
dal proprietario della palazzina, monsieur Ozu, che come si intuisce
dal nome è di origini giapponesi. Sia Paloma che Renée deviano
molto dai canoni che ci si potrebbe aspettare per le loro rispettive
categorie, la prima è straordinariamente intelligente per la sua età
e possiede una vena artistica e di follia che mal si adatta alla
situazione famigliare, tanto che tra i suoi propositi vi è quello di
togliersi la vita il giorno del suo imminente dodicesimo compleanno.
Renée, dal canto suo, anche se non ha avuto il privilegio di
un&#039;istruzione adeguata, è un&#039;accanita lettrice insospettabilmente
colta. La storia si basa sulle dinamiche che si scatenano
dall&#039;incontro di questi inusuali personaggi.&lt;/p&gt; 
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;Il punto di forza del film, a mio
parere, è proprio la trama e basare la sceneggiatura su di un&#039;opera
letteraria, anche se non basta a garantire la riuscita di un
lungometraggio, si rivela spesso un&#039;ottima mossa. Dai commenti che ho
letto qua e là prima di recarmi al cinema ho potuto constatare che,
come spesso accade, chi ha letto il libro è rimasto un po&#039; deluso
dalla trasposizione sul grande schermo, ma per chi, come me, non ha
ancora preso in mano l&#039;edizione cartacea non ho trovato motivi per
lamentarsi della storia. Non ho molto da dire sulla regia che è
all&#039;altezza di tutto il resto, ma nemmeno spicca per alcun motivo
particolare. Sul cast ho trovato convincenti le interpretazioni delle
due protagoniste femminili, stesso discorso fatto per la regia invece
per gli altri attori. Tirando le somme un film piacevole, comunque al
di sopra della media, che tra le altre cose mi ha parecchio
incuriosito tanto che prevedo di comprare a breve il romanzo per
capire meglio tutto quello che soltanto la forma letteraria può
sviscerare fino in fondo. Potendo scegliere, mi azzarderei a
consigliarvi la lettura del libro più che la visione del film, ma
per averne conferma aspettate di leggere prossimamente un mio post
sull&#039;opera originale. A presto.&lt;/p&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Fri, 05 Mar 2010 22:46:48 +0100</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/41-guid.html</guid>
    <category>barbery muriel</category>
<category>l'eleganza del riccio</category>
<category>odeon</category>
<category>paloma</category>
<category>parigi</category>
<category>rassegna</category>
<category>renèe</category>
<category>riccio</category>

</item>
<item>
    <title>Il nastro bianco</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/40-Il-nastro-bianco.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/40-Il-nastro-bianco.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=40</wfw:comment>

    <slash:comments>1</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=40</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;div&gt; 
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;uploads/nastro.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;1&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;Dopo che la programmazione della rassegna del Giovedì ha indugiato per diverse settimane su&amp;#160;commedie, questo film segna il ritorno al genere drammatico. Il nastro bianco è un&#039;opera di Haneke, &lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;che in passato mi aveva già parecchio colpito con &lt;/span&gt;La Pianista. La pellicola ha vinto la Palma d&#039;Oro a Cannes ed è candidata agli Oscar come miglior film straniero. La storia si svolge all&#039;inizio del ventesimo secolo in un piccolo paese delle campagne tedesche dove il barone che vi abita, possedendo tutte le terre in zona, ha un&#039;influenza assoluta sulla vita degli abitanti del posto. Nel paese cominciano ad accadere una sequenza di tragici eventi che già da subito si capisce non essere il risultato di sfortunate circostanze.&amp;#160;Il quadro è animato da &amp;#160;vari personaggi, alcuni dei quali, dietro una rispettabile apparenza, nascondo inquietanti segreti. Troviamo così, oltre al barone, il medico del villaggio, la levatrice e suo figlio disabile, il pastore, padre severissimo,&amp;#160;tutti con relativa famiglia e il maestro&amp;#160;che racconterà in prima persona i fatti.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La mano di &lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;Haneke&lt;/span&gt; si nota ed è sempre un piacere trovare in un film una regia che si stacca dai canoni usuali senza però risultare incomprensibile o un puro virtuosismo fine a se stesso. La prima cosa che salta all&#039;occhio è senza dubbio la scelta del bianco e nero, abbastanza inusuale al giorno d&#039;oggi, ma che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, anziché allontanare lo spettatore dalla storia&amp;#160;si rivela al contrario molto riuscita&amp;#160;al fine&amp;#160;di catapultarlo all&#039;epoca dello svolgimento dei fatti. Le interpretazioni sono di buon livello e in particolare molto apprezzabili quelle degli attori più giovani e anche qui sicuramente entra in gioco la bravura del regista. Molto convincente, per quanto possa capirne io, la ricostruzione storica sia per quanto riguarda l&#039;ambientazione ma anche e soprattutto per la ricostruzione delle dinamiche di un piccolo centro che, in un epoca in cui mezzi di informazione e di trasporto erano privilegi per pochi, ruota tutto intorno alla figura del potente locale che nel suo piccolo è molto più&amp;#160;vicino ad essere un re che un barone. &lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Il mio giudizio globale sull&#039;opera non può che essere molto positivo.&amp;#160;Consigliato.&lt;/p&gt; 
&lt;/div&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Sat, 20 Feb 2010 08:45:09 +0100</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/40-guid.html</guid>
    <category>barone</category>
<category>bianco e nero</category>
<category>germania</category>
<category>haneke</category>
<category>nastro bianco</category>

</item>
<item>
    <title>Motel Woodstock</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/39-Motel-Woodstock.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/39-Motel-Woodstock.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=39</wfw:comment>

    <slash:comments>2</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=39</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;&lt;img src=&quot;uploads/woodstock.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;1&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;Ultimamente le commedie vanno per la
maggiore alla rassegna del Giovedì. Anche questa settimana il titolo
selezionato ricade in questo genere: si tratta infatti di &lt;em&gt;Motel
Woodstock&lt;/em&gt; di Ang Lee.&lt;/p&gt; 
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;Il film racconta da un punto di vista
molto particolare la storia del più grande evento musicale di tutti
i tempi così come vissuto dalla famiglia ebrea che gestisce un
fatiscente motel che diventerà la base operativa per
l&#039;organizzazione del concerto. Il posto è amministrato da Tiber,
giovane della zona tornato da un&#039;esperienza nella grande città per
aiutare gli anziani genitori, dalla sua opprimente madre legata in
maniera quasi patologica al denaro e dal taciturno padre. Inutile
sottolineare che l&#039;arrivo di centinaia di migliai di hippy
rivoluzionerà le dinamiche che in precidenza si erano stabilite
all&#039;interno della famiglia e in generale in tutto il piccolo paese di
Bethel (per chi non lo sapesse ricordo che il concerto di Woodstock,
non si è tenuto a Woodstock!).&lt;/p&gt; 
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;Passando alla critica vera e propria
non nascondo un po&#039; di delusione: viste le premesse, cioè il grosso
nome del regista e il soggetto perfetto per il genere, mi sarei
aspettato qualcosa di più. Ho trovato diverse delle tematiche
affrontate poco originali, ad esempio la storia del giovane già
vecchio che finalmente trova l&#039;impulso per lasciarsi andare. Alcuni
luoghi comuni, la cui presenza in un&#039;opera già non è un punto a
favore, vengono portati all&#039;eccesso: vedi l&#039;attaccamento al denaro
dell&#039;anziana ebrea. Per quanto riguarda la regia nulla da eccepire,
ma neppure da enfatizzare. Carine da questo punto di vista le scene
del protagonista sotto l&#039;effetto di stupefacenti, ma anche in questo
caso nulla di nuovo sotto il sole. La mia non è comunque una
stroncatura, il film scorre veloce, non stanca, nel complesso è
discretamente divertente e non fa rimpiangere i soldi del biglietto a
differenza di alcune produzioni megagalattiche ipertecnologiche
costosissime ed osannate dalla critica (sì, ancora non mi è passata
la delusione: chi non sapesse di che cosa sto parlando veda il post
precedente).&lt;/p&gt; 
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;Pace e amore.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt; &lt;/p&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Sat, 13 Feb 2010 10:00:39 +0100</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/39-guid.html</guid>
    <category>ang lee</category>
<category>bethel</category>
<category>woodstock</category>

</item>
<item>
    <title>Avatar</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/38-Avatar.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/38-Avatar.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=38</wfw:comment>

    <slash:comments>1</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=38</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;&lt;img src=&quot;uploads/avatar.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;1&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;Spinto dai commenti entusiastici della
stampa e della gran parte degli spettatori lasciati su vari forum
specializzati su Internet e positivamente colpito dalla mia prima
esperienza di un film proiettato con la tecnologia 3D di ultima
generazione avuta con &lt;em&gt;A Christmas Carol&lt;/em&gt; un paio di mesi fa, ho deciso
di andare a vedere l&#039;ultimo osannatissimo lavoro di James Cameron:
&lt;em&gt;Avatar&lt;/em&gt;. Mi ci sono voluti ben tre tentativi prima di riuscire a
prenotare un posto un Lunedì sera alla terza settimana di
proiezione. Anche quella sera sala completamente piena. Voglio
anticipare subito il mio parere sul film: banale, noioso, in una
parola deludente. Mi rendo conto di appartenere ad una minoranza, ma,
se posso capire i giudizi positivi dei soliti marchettari in TV e i
commenti di gente per cui il massimo del cinema è l&#039;ennesimo
cinepanettone, oppure &lt;em&gt;Scemo e più scemo&lt;/em&gt; o anche solo la nuova
trilogia di &lt;em&gt;Guerre Stellari&lt;/em&gt;, non riesco proprio a comprendere come
blasonatissimi critici cinematografici possano definire Avatar una
pietra miliare nella storia del cinema. La trama è il vero punto
dolente del film. Dopo 5 minuti dall&#039;inizio si è già capito tutto:
che scelte farà il protagonista, di chi si innamorerà, chi è il
cattivo e che fine farà. Peccato che lo show, perché di questo si
tratta, duri la bellezza di due ore e quaranta. Alla fine del primo
tempo già non ce la facevo più. Inutile aspettare un colpo di
scena, un accadimento inaspettato, tutto va come deve andare e come
già diverse altre volte si è visto sul grande schermo. I personaggi
sono banali e piatti all&#039;estremo: non un&#039;ombra, non una
sfaccettatura. Per di più, contrariamente al parere dell&#039;amico &lt;a href=&quot;http://www.donadeo.net/2010/02/avatar/&quot;&gt;Paolo&lt;/a&gt;&amp;#160;che pure
mi aveva messo in guardia, purtoppo neppure la computer graphics di
altissima qualità è riuscita a distrarmi dalla mancanza assoluta di
trama: non l&#039;ho trovata rivoluzionaria, ben fatta sì, ci
mancherebbe, ma anche qui le mie aspettative erano ben altre, senza
contare che posso anche passare 10 minuti ad ammirare il paesaggio,
ma poi rimangono altre due ore e mezza da riempire. Che dire, ho
speso la bellezza di 11 euro che avrei preferito perdere per strada
piuttosto che pagare per buttare via tre ore della mia vita per
questo obrobrio. Per dare un&#039;idea mi è piaciuto molto di più &lt;em&gt;2012&lt;/em&gt;,
e ho detto tutto. E adesso, se siete anche voi andati a vederlo, vi
invito a lasciare un commento.&lt;/p&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Sun, 07 Feb 2010 12:10:35 +0100</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/38-guid.html</guid>
    <category>3d</category>
<category>avatar</category>
<category>cameron</category>

</item>
<item>
    <title>Ricky</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/37-Ricky.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/37-Ricky.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=37</wfw:comment>

    <slash:comments>0</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=37</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;&lt;img src=&quot;uploads/ricky.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;1&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;Film francese di &lt;em&gt;François Ozon&lt;/em&gt;
questo &lt;em&gt;Ricky&lt;/em&gt; è una delle storie più stravaganti che mi sia
capitato di vedere al cinema. All&#039;inizio tutto sembra seguire una
trama convenzionale: Katie (&lt;em&gt;Alexandra Lamy&lt;/em&gt;) è una giovane
madre single che lavora in una fabbrica di prodotti chimici. Subito
si capisce che tra lei e la piccola figlia Lisa (&lt;em&gt;Mélusine
Mayance&lt;/em&gt;) i ruoli sono talvolta invertiti: è Lisa che sveglia la
madre la mattina e le prepara la colazione. Un giono, al lavoro,
Katie conosce un suo collega spagnolo, Paco (&lt;em&gt;Sergi Lopez&lt;/em&gt;), e i
due non perdono tempo a “conoscersi meglio” nelle toilette della
fabbrica. La storia tra i due continua, Paco si trasferisce
nell&#039;appartamento di Katie che nel frattempo è rimasta incinta: fa
così il suo ingresso in scena il nuovo nato Ricky. Un giorno Katie
si accorge che Ricky ha dei lividi sulla schiena, accusa Paco di
esserne il responsabile e quest&#039;ultimo lascia così l&#039;appartamento.
Ma, e qui arriva il colpo di scena, in corrispondenza dei lividi
sulla schiena dopo un po&#039; di tempo al giovane Ricky spuntano un paio
di ali! Il film prende una piega surreale, se ancora si sarebbe
potuto addurre una qualche spiegazione razionale, nel momento in cui
Ricky spicca il volo. Succederanno molte altre cose, ma mi fermo qui
con la sintesi della trama.&lt;/p&gt; 
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; &quot;&gt;In genere apprezzo le storie di questo
tipo (non quelle di bambini a cui spuntano le ali, quelle con
accadimenti surreali intendo), però, al termine della visione, mi
rendo conto che manca decisamente qualcosa, un messaggio, uno spunto
di riflessione. Non viene affrontato il tema della diversità, o per
lo meno io non ho notato nessun tentativo di farlo. Katie e Lisa
hanno un rapporto talmente atipico che non si può mettere in
relazione in alcun modo con le situazioni analoghe della vita vera.
Alcune cose rimangono inspiegate e inspiegabili e non mi sto
riferendo alle ali del bambino che sono disposto ad accettare come
accadimento imposto da un deus ex machina, ma ad esempio al
carattere, a tratti, inquietante di Lisa o all&#039;immotivato ricorso al
flashback come strumento di narrazione. Insomma, viste le premesse,
non mi sento di definirlo il classico film francese, ma diciamo che
l&#039;impronta d&#039;oltralpe la si nota tutta. A cavallo tra un 5 e un 6 il
mio voto. Constato che da uno spunto tutto sommato interessante forse si poteva
ottenere qualcosa di meglio.&lt;/p&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Sat, 06 Feb 2010 08:54:02 +0100</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/37-guid.html</guid>
    <category>ali</category>
<category>odeon</category>
<category>rassegna</category>
<category>ricky</category>

</item>
<item>
    <title>Racconti dell'età dell'oro</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/36-Racconti-delleta-delloro.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/36-Racconti-delleta-delloro.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=36</wfw:comment>

    <slash:comments>0</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=36</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;div&gt; 
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;uploads/oro.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;1&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;&lt;em&gt;Racconti dell&#039;età dell&#039;oro&lt;/em&gt; è una commedia &lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;a episodi &lt;/span&gt;rumena e &lt;span lang=&quot;it-IT&quot;&gt;ambientata in Romania&lt;/span&gt; &amp;#160;all&#039;epoca del regime di Ceauşescu. Ogni episodio, per un totale di quattro, narra una leggenda metropolitana.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Il primo episodio racconta dei febbrili preparativi in un piccolo paese di campagna per il passaggio di una delegazione di funzionari del partito.&lt;/p&gt;  
&lt;p&gt;Il secondo&amp;#160;riguarda il fotografo ufficiale del giornale di partito che tutte le mattine viene letto da milioni di operai. Ovviamente il regime non controlla soltanto gli articoli stampati, ma anche le foto devono passare un esame molto severo prima di andare in stampa: nonostante tutto però i tempi per la chiusura rimangono molto stretti e questo può facilmente portare a sviste clamorose.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La terza leggenda&amp;#160;è la storia di un trasportatore di polli, sposato ma la cui vita coniugale è ridotta ormai a pura apparenza, che un giorno casualmente trova il modo di fare un po&#039; di soldi con la complicità della proprietaria sola di una trattoria che frequenta durante i suoi viaggi.&lt;/p&gt;  
&lt;p&gt;Se abitaste in un condominio e vostro fratello vi portasse a casa dalla campagna un maiale vivo, anziché morto come vi sareste aspettati, come vi comportereste? Questo è esattamente quello che succede ai protagonisti dell&#039;ultimo episodio.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Molto incuriosito dalla trama, mi sono recato al cinema con molte aspettative. Purtroppo devo dire che un pochino sono rimaste deluse. Le storie sono carine, ma tutto il resto rimane mediocre. Nulla spicca veramente dal punto di vista tecnico: né la regia, né l&#039;interpretazione, né la fotografia, nulla. Resta comunque un interessante squarcio sul regime rumeno raccontato da un punto di vista davvero originale.Voto: 6+.&lt;/p&gt; 
&lt;/div&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Sat, 30 Jan 2010 08:58:24 +0100</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/36-guid.html</guid>
    <category>ceausescu</category>
<category>odeon</category>
<category>racconti dell'età dell'oro</category>
<category>rassegna</category>
<category>romania</category>

</item>
<item>
    <title>Vuoti a rendere</title>
    <link>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/35-Vuoti-a-rendere.html</link>
            <category>Cinema</category>
    
    <comments>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/35-Vuoti-a-rendere.html#comments</comments>
    <wfw:comment>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/wfwcomment.php?cid=35</wfw:comment>

    <slash:comments>0</slash:comments>
    <wfw:commentRss>http://www.tautologica.org/beniamino/blog/rss.php?version=2.0&amp;type=comments&amp;cid=35</wfw:commentRss>
    

    <author>nospam@example.com (Matteo Beniamino)</author>
    <content:encoded>
    &lt;div&gt; 
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;uploads/vuoti.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;1&quot; hspace=&quot;20&quot; vspace=&quot;20&quot; /&gt;Nutro sempre molte aspettative quando in programma alla rassegna vedo esserci una commedia ed era il caso del&amp;#160;titolo proiettato&amp;#160;questa settimana: &lt;em&gt;Vuoti a rendere&lt;/em&gt;.&amp;#160;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La storia ruota attorno al personaggio di Joseph (&lt;em&gt;Zdenek&amp;#160;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Sveràk&lt;/em&gt;), sessantacinquenne professore di lettere in una scuola superiore che, non trovando più interesse nel proprio lavoro decide di lasciarlo.&amp;#160;Joseph&amp;#160;non è però il tipo da passare tutta la giornata in casa ad aiutare la moglie, ex professoressa di tedesco, nelle faccende domestiche e decide così di cercarsi un altro impiego. Dopo una breve parentesi come pony express terminata in maniera non felice, trova infine posto come addetto al ritiro delle bottiglie vuote&amp;#160;al supermercato del quartiere dove finalmente sembra ritrovare una certa serenità. Oltre a questo c&#039;è molto di più: nonostante l&#039;età il professore ha ancora molte fantasie che coinvolgono le donne che incontra nella sua vita e questo porterà inevitabilmente a delle tensioni nella vita di coppia, inoltre cercherà di trovare una soluzione ai problemi della figlia appena separatasi dal suo compagno e con un bambino da crescere.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Questo film è esattamente il genere che più apprezzo alla rassegna del Giovedì sera, non che sdegni film drammatici o ricostruzioni storiche, ma a volte, già stanco da quasi una settimana di lavoro, è bello andarsene a letto con un sorriso sulle labbra. Tecnicamente, tutto funziona come deve, soprattutto il ritmo narrativo, essenziale per la buona riuscita di una commedia.&amp;#160;La trama non mette certo a dura prova le capacità di interpretazione degli attori, che infatti se la cavano egregiamente. Carina la colonna sonora, che comprende alcuni brani di musica leggera ceca. Film consigliatissimo per una serata divertente tra amici.&lt;/p&gt; 
&lt;/div&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Sat, 23 Jan 2010 09:06:09 +0100</pubDate>
    <guid isPermaLink="false">http://www.tautologica.org/beniamino/blog/index.php?/archives/35-guid.html</guid>
    <category>odeon</category>
<category>rassegna</category>
<category>repubblica ceca</category>
<category>vuoti a rendere</category>

</item>

</channel>
</rss>