Come ben sanno i lavoratori onesti, questo è il periodo dell'anno in cui il cittadino responsabile dichiara allo stato le sue entrate affinché quest'ultimo possa prelevare in maniera socialmente equa le tasse che gli serviranno a pagare i servizi che esso ci mette a disposizione: assistenza sanitaria, istruzione, realizzazione di infrastrutture e così via. Da un po' di anni a questa parte il contribuente può scegliere a chi devolvere una parte del gettito attraverso i meccanismi dell'8 per mille e del 5 per mille. Mentre per il primo la scelta è circoscritta a poche confessioni religiose oppure allo stato stesso, per il secondo la lista degli enti che possono accedere alla suddivisione è molto più lunga. Sino ad ora mi era capitato di ricevere comunicazioni che chiedevano la mia firma per il 5 per mille solo da associazioni di volontariato o non a fine di lucro: leghe ambientali, associazioni umanitarie e così via.
Ieri, tornando a casa, trovo una lettera spedita dal Politecnico di Milano, che non mi scriveva più da diversi anni ormai, il cui contenuto è la richiesta di devolvere il mio 5 per mille alla mia ex università. Ora, forse sarò eccessivamente idealista, ma il fatto che un'istituzione universitaria abbia bisogno o semplicemente trovi utile chiedere contributi spontanei, al pari di un'associazione di volontariato, per portare avanti la sua attività un po' mi turba e un po' mi rattrista: sarebbe auspicabile che il restante 98,7% di tasse fosse sufficiente a finanziarla senza dover mettere mano ad altro.
Un'altra cosa ho trovato piuttosto discutibile: in calce all'ormai immancabile questionario da rispedire compilato c'è un riquadro che, quasi citando Kennedy, si intitola «Cosa può fare Lei per il Politecnico?» e tra le varie opzioni che leggo saltano all'occhio «Mi piacerebbe adottare un ricercatore» e «Mi piacerebbe adottare uno studente»: ora io vorrei sapere chi ha avuto l'idea di usare, a sproposito, il termine «adottare» che ha un significato ben preciso e, a meno che non si stia parlando di ricercatori o studenti orfani o abbandonati, mi pare del tutto fuori luogo (o forse no?). Ovviamente, chi ha avuto questa trovata avrà pensato che «adotta uno studente» faccia molto più presa sui destinatari di una frase come «contribuisci ad una borsa di studio», cosa che in ogni caso sul piano sostanziale, si badi bene, trovo encomiabile. Forse ricorrere a questi trucchetti di marketing, che giocano sulle parole per influenzare le scelte dei destinatari della lettera, non è una buona strategia dato che si suppone che questi siano persone con una solida base culturale e in grado di cogliere la sostanza della questione, o almeno questo è il messaggio che l'università da cui provengono dovrebbe avere tutto l'interesse ad affermare.
Speriamo ci si fermi prima di arrivare alle raccolte punti con i voti degli esami ("Se porto a casa un 27 in Fisica Tecnica posso ritirare una mountain bike.")


Che tristezza...
Gracias
[url=http://www.long4love.net/]Miato[/url]
Oltre all'arte del saper vendere che ormai tutti conosciamo - anche se non tutti a quanto pare sappiamo mettere in pratica, trovandoci qui di fronte a evidenti strafalcioni letterari che, più che di arte comunicativa e commerciale, sanno di grottesco per non dire vergognoso - perché non s'inizia a insegnare l'arte (e non la scienza) del SAPER SPENDERE?
Coi tagli che continuano a essere fatti sulla ricerca e sulle Università, forse sarebbe più opportuno...
In ogni caso, nonostante il mio innato amore per tutto ciò che è scienza, ricerca, innovazione e conoscenza in senso lato, credo che a ciò ci debba pensare lo Stato. E se non ci pensa il Governo è perché evidentemente la maggior parte degli Italiani ha scelto di non salvaguardare il progresso culturale, artistico e scientifico del paese, esprimendo il proprio consenso elettorale a chi continua a dimezzare i fondi.
Trovo comunque di dubbia eticità sia l'utilizzo di certi termini in propaganda, sia la richiesta in sé di denaro ai comuni cittadini, invece di manifestare pubblicamente e assiduamente il proprio dissenso a chi il denaro lo gestisce.
Non parliamo poi delle scelte previste per l'8*1000: c'è qualcuno in grado di spiegarmi la logica delle 7 opzioni? 1. Stato; 2. Chiesa cattolica; 3. Chiesa cristiana avventista del settimo giorno; 4. Assemblee di Dio in Italia; 5. Unione delle Chiese metodiste e valdesi; 6. Chiesa evangelica luterana in Italia; 7. Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Se vogliamo darlo alle religioni perché sono ritenute istituzioni importanti per la nostra Repubblica, perché troviamo tra le varie scelte ancora lo Stato? Ancora?!?
E tra le religioni perché allora non solo quella Cattolica riconosciuta nell'art. 7 della Costituzione Italiana?
Se vogliamo ampliare gli orizzonti sulla religione, perché inserire solo queste?
E se vengono inserite diverse religioni, perché allora non inserire anche la possibilità di devolvere l'8*1000 anche a diversi Stati?
Peraltro ci sono molti lavoratori stranieri in Italia che portano valore aggiunto al nostro paese e vengono qui per sfamare le loro famiglie.
So che la mia è una provocazione forte, ma ho solo provato a cercare un reale nesso logico che purtroppo non ho trovato.
E poi, scusate la polemica, ma già devo pagare le tasse perchè sono lavoratrice dipendente (e non tutti pagano le tasse), già le devo pagare ancora prima di vedere il mio stipendio, in più mi devono obbligare a devolvere l'8*1000 a un'istituzione tra 7?!? Ah già, è una scelta scusate, non è un dovere...
Va beh dai, manca poco e poi mi farò 'sto 730 pure io.
Isa
Come sempre, grazie per aver espresso le tue opinioni che arricchiscono di molto il contenuto del sito.
Gente, prendete esempio da Isabella!
Certo che viene specificata la destinazione dei fondi allo Stato e la mia polemica non vuol certo essere contro gli atei, agnostici, anticristo o quanti altri... il rispetto del singolo e delle sue decisioni va sempre rispettata, soprattutto se al fine di un bene comune.
Quello che mi lascia perplessa in ciò è:
1. che lo Stato dovrebbe GIA' provvedere a fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati,conservazione dei beni culturali, ecc. NON DOVREBBE ESSERE UNA NOSTRA SCELTA IN U PAESE CIVILE, non credi?
2. non trovo un nesso logico che colleghi 6 confessioni religiose allo Stato, nel senso che, essendo su piani diversi, la scelta in realtà non è scelta, ma diversità che può coesistere: io potrei voler scegliere sia lo Stato, sia una confessione religiosa e non trovo giusto che debba scegliere tra non appoggiare uno Stato che provveda ai bisogni altrui e non appoggiare una confessione religiosa nella quale credo.
3. non trovo un nesso logico per la scelta di queste 6 confessioni religiose visto che è riconosciuta la Chiesa cattolica come istituzione all'interno della Repubblica Italiana (art. 7 Costituzione) e la libertà di professare le altre religioni (art. 8 Costituzione e successive integrazioni - http://www.governo.it/Governo/Costituzione/note.html#2), ma, a parte che, anche in questo caso, la scelta non sta sullo stesso piano proprio per il fatto che la Chiesa cattolica è riconosciuta come istituzione nazionale,diversamente dalle altre religioni. Se vogliamo però ampliare gli orizzonti e considerare tutte le confessioni religiose, allora che siano tutte!
4. a questo punto dunque, visto che si parla di altre confessioni, io potrei voler parlare anche di altri popoli e altri Stati nei quali credo che il mio 8*1000 possa essere utile oltre che a quello italiano. In un'ottica di sostentamento altrui e di etica a 360 gradi, perché un Egiziano che viene qui a lavorare, produce per il nostro paese e paga le tasse, non può devolvere l'8*1000 al suo paese? Riconosciamo malattie, infortuni, detrazioni fiscali, assegni di disoccupazione e forme di sostentamento a inoccupati, assegni familiari per tutti i suoi figli che non vivono qui, perché non potergli dare anche questa opportunità?
Ironia o verità, chi mi conosce sa come la penso, ma io non mi permetterei mai di fare ironia o sarcasmo sulla sofferenza altrui... sull'apparente ma dubbia eticità di chi decide cosa io debba decidere però, certo che sì!
grazie a te
Isa
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale
Art. 8.
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze
Secondo me i due articoli non sono vincolanti rispetto alla destinazione di questo 8x1000.
Nel 7, a causa dello status particolare della
chiesa cattolica, vengono definiti limiti e regole
che vincolano le due entità.
(faticherei a definire "istituzione nazionale" la
chiesa cattolica ma il discorso sarebbe lungo)(a meno che
non si intenda "nazione straniera").
Nel 8, nella prima frase si segnalano le restanti
denominazioni e le loro libertà.
E nei successivi punti si delineano vincoli e obblighi
segnalando che la chiesa cattolica segue un diverso
iter.
Lo ribadisco perché resta il punto:
a causa della duplicità di ruolo legato alla chiesa
(denominazione religiosa e stato straniero) si è reso necessario
inserire un articolo specifico (non solo per questo motivo
comunque, almeno secondo i costituzionalisti).
In quanto denominazione religiosa essa
però gode degli stessi diritti delle altre.
(!!!)
Ho cercato anche io quali siano i motivi che
hanno portato l'inclusione di alcune denominazioni
e l'esclusione di altre ma per adesso niente.
Sembrerebbero davvero accordi bilaterali.
Non entro nel merito della bontà delle scelte fatte dalle denominazioni per spendere
tali cifre.
O sul criterio di attribuzione delle stesse.
(ricordo infatti che la destinazione del proprio 8x1000 è squisitamente proporzionale)
(e che alcune denominazioni rispetto ad altre decidono di escludersi dal
criterio proporzionale scegliendo di ricevere solo i soldi ESPRESSAMENTE
diretti a loro)
saluti