Premetto subito che non ho molto da dire sul film in rassegna visto ieri sera, Il mio amico Eric, una commedia che vanta la firma alla regia di Ken Loach, ma soprattutto la partecipazione nel ruolo di se stesso dell'ex asso del Manchester United, Eric Cantona.
Il postino Eric sta attraversando un perido di profonda crisi, straziato dal rimpianto per aver abbandonato l'amore della sua vita, Lily, molti anni prima e con due figliastri che non mostrano alcun rispetto nei suo confronti. L'occasione per rivedere Lily si presenta quando l'unica figlia chiede loro di occuparsi della nipotina mentre lei si dedicherà alla redazione della tesi, ma questo fatto sconvolge Eric ed è a questo punto che accade l'impossibile: Cantona, il mito di Eric, esce dal poster che questi tiene appeso in camera sua e comincia a dargli consigli su come affrontare la situazione. A questo punto mi pare doveroso precisare che tutto ciò succede mentre il postino stava fumando non propriamente del tabacco. Ad ogni modo, da quel momento in poi Cantona diventerà un fedele amico e consigliere del portalettere e lo aiuterà a superare questa ed altre difficoltà che questi si troverà davanti.
Come anticipavo, non ho molto da aggiungere: nulla spicca, nè la regia, nè la recitazione, nè la fotografia, neppure le battute, e però il risultato finale è, una volta tanto, superiore alla somma delle singole parti. La commedia scorre veloce e non annoia mai e Cantona funziona perfettamente nell'inedito ruolo di attore, ancorché nella parte di se stesso. In sintesi, un'idea assai originale che Ken Loach rappresenta e tratta senza strafare, ma in maniera impeccabile. Meritevole di essere visto.


Mi piace il contesto del film che ritrae la semplicità e incoerenza della vita quotidiana di un uomo "qualunque", ma non mediocre. Si dà molto spazio alla riflessione sulla vita e sul sé, cosa che sembrerebbe tanto scontata, ma che onestamente vedo molto di rado nelle persone normali (nel senso letterale del termine "nella norma").
Buoni spunti psicologici e sociologici che fanno riflettere sui principi e valori dell'esistenza umana e sui conflitti che, alla fine, sono alla base di ogni vissuto.
Bella la parte di Eric Cantona, questa sorta di amico immaginario che, se da piccoli era il nostro compagno di giochi e segreti, da grandi ci può ancora aiutare grazie al meccanismo della proiezione. Almeno questa è l'interpretazione che mi ha suggerito il film.
Sul fatto che sia una commedia veloce e non noiosa, invece, avrei qualche perplessità.
Non mi sono addormentata in "balla coi lupi" e nemmeno in "via col vento" che avrò visto almeno 7 volte nella mia vita, ma qui ho avuto un crollo nella prima metà del film.
Nel complesso comunque il mio giudizio è sufficientemente positivo. Buoni i contenuti e gli spunti di riflessione, ma trattandosi di un film, lo trovo nel complesso non superiore alla norma... insomma c'è di peggio (di gran lunga!!), ma si poteva fare di meglio, decisamente.
Ciao
Isabella