Racconti dell'età dell'oro è una commedia a episodi rumena e ambientata in Romania all'epoca del regime di Ceauşescu. Ogni episodio, per un totale di quattro, narra una leggenda metropolitana.
Il primo episodio racconta dei febbrili preparativi in un piccolo paese di campagna per il passaggio di una delegazione di funzionari del partito.
Il secondo riguarda il fotografo ufficiale del giornale di partito che tutte le mattine viene letto da milioni di operai. Ovviamente il regime non controlla soltanto gli articoli stampati, ma anche le foto devono passare un esame molto severo prima di andare in stampa: nonostante tutto però i tempi per la chiusura rimangono molto stretti e questo può facilmente portare a sviste clamorose.
La terza leggenda è la storia di un trasportatore di polli, sposato ma la cui vita coniugale è ridotta ormai a pura apparenza, che un giorno casualmente trova il modo di fare un po' di soldi con la complicità della proprietaria sola di una trattoria che frequenta durante i suoi viaggi.
Se abitaste in un condominio e vostro fratello vi portasse a casa dalla campagna un maiale vivo, anziché morto come vi sareste aspettati, come vi comportereste? Questo è esattamente quello che succede ai protagonisti dell'ultimo episodio.
Molto incuriosito dalla trama, mi sono recato al cinema con molte aspettative. Purtroppo devo dire che un pochino sono rimaste deluse. Le storie sono carine, ma tutto il resto rimane mediocre. Nulla spicca veramente dal punto di vista tecnico: né la regia, né l'interpretazione, né la fotografia, nulla. Resta comunque un interessante squarcio sul regime rumeno raccontato da un punto di vista davvero originale.Voto: 6+.



Nutro sempre molte aspettative quando in programma alla rassegna vedo esserci una commedia ed era il caso del titolo proiettato questa settimana: Vuoti a rendere.
Dopo essermi perso il primo film in
rassegna del nuovo anno, rieccomi a voi per la recensione di Ritorno
a Brideshead.