Questa volta voglio dedicare un piccolo
spazio del mio blog per spargere la voce su di un'iniziativa a mio
parere lodevole che potrebbe interessare tutti i miei concittadini,
ma non solo: il progetto sperimentale e21. Il nome sembrerebbe
arrivare direttamente da un qualche film di fantascienza o forse di
spionaggio, ma ovviamente non è così. In realtà scopo del progetto
è promuovere la partecipazione dei cittadini al processo decisionale
delle pubbliche amministrazioni che, detto in parole povere,
significa fornire uno strumento, nella fattispecie un sito Internet,
per segnalare idee, suggerimenti o problemi riguardanti la vita della
propria città tramite la rete. Il tutto è raggiungibile, per i
vigevanesi, all'indirizzo http://e21.comune.vigevano.pv.it
: Vigevano è infatti uno dei comuni che partecipa alla
sperimentazione.
Dal punto di vista tecnico il sito non è rivoluzionario in quanto è essenzialmente un forum come ne esistono tanti, anche se questo si distingue per alcune buone idee come la mappa che collega punti precisi della città con i messaggi ad essi relativi. Le cose che invece mi hanno colpito sono che innanzitutto sembra effettivamente esserci un interlocutore dall'altra parte (ad esempio il comandante dei vigili urbani ha risposto direttamente ad una signora che lamentava un disagio viabilistico nella via dove risiede). In secondo luogo noto che il volume dei messaggi non è altissimo, ma nemmeno inesistente: il sito è vivo, cosa per nulla scontata. Come ciliegina sulla torta, al termine della sperimentazione è previsto il rilascio sotto una licenza libera di tutto il software di gestione: questo significa che non solo tutti i comuni d'Italia lo potranno ottenere gratuitamente, ma anche che chiunque, sia un dipendente del Comune che un volenteroso cittadino, qualora abbiano la competenza e la voglia, potranno contribuire a migliorare il sistema tramite la correzione di eventuali difetti o l'aggiunta di nuove funzionalità.
Gli extra comunitari (e intendo chi non risiede nel mio comune!) possono controllare se anche il loro comune partecipa alla sperimentazione qui: http://www.progettoe21.it .
Come cantava il buon John Lennon: power
to the people!


Come preannunciato ho da poco terminato
la lettura del terzo ed ultimo capitolo della trilogia di Millenium
scritta da Stieg Larsson e già qui mi sento di esprimere una prima
considerazione sul fatto che nonostante l'opera di Larsonn venga
comunemente definita una trilogia, si nota una certa discontinuità
tra il primo volume e gli altri due. Tanto per cominciare la trilogia
raccoglie due storie ben distinte, ancorché accomunate da parte dei
personaggi. La prima, come ho avuto modo di commentare nel rispettivo
post, ha molti elementi che richiamano il classico giallo e parla
dell'indagine affidata al giornalista Mikael Blomkvist per fare luce
sulla scompara della nipote di un vecchio industriale. La seconda,
distinta anche cronologicamente in quanto ha inizio ad un anno di
distanza dalla precedente, occupa due libri, ha molto più in comune
con il genere poliziesco e di spionaggio e vede come protagonista la
fuori dal comune Lisbeth Salander.
Appena finito di leggere il secondo
libro della trilogia di Millenium di Stieg Larsson,
La rassegna dell'Odeon è terminata, ma
i cinema non sono ancora chiusi e quindi posso continuare ad
arricchire la categoria del mio blog dedicata alla settima arte con
le pellicole che mi capiterà di vedere di tanto in tanto. Ieri sera
sono andato al MoviePlanet di Parona a guardare Star Trek di J.J.
Abrams. Prima di passare alla mini recensione del film segnalo ai
lettori in zona che a quanto ho capito il multisala ha cambiato la
sua programmazione riducendo il numero degli spettacoli. In
particolare durante la settimana si terrà un unico spettacolo alle
21.30 . Trovo questa decisione molto sensata dato che per chi lavora
è un problema sia che la proiezione inizi troppo presto, sia che
finisca troppo tardi.
Oggi inauguro una nuova categoria nel
mio blog: quella dei libri. Ho appena terminato la mia ultima
lettura: Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson
Ultimo appuntamento per questa stagione
con il cineforum all'Odeon. Il film drammatico proposto ieri sera era
La duchessa. La storia è ambientata nell'Inghilterra di fine
1700 , dove la giovane lady Georgiana Spencer (Keira Knightley)
viene designata come sposa di William Cavendish (Ralph Fienne
Errare
è umano, perseverare è diabolico. Due settimane fa sono uscito dal
cinema sfinito e deluso dopo aver visto un film francese al consueto
appuntamento settimanale con la rassegna dell'Odeon. Giovedì scorso
in programma c'era
In questo messaggio desidero tirare le
somme su come sta andando questo sito da quando l'ho rinnovato più
di un mese fa. Nel corso di questo periodo ho aggiunto contenuti e
funzionalità non presenti sin dall'inizio. Visto che a quanto pare
l'uso dei cosiddetti feed non è ancora molto diffuso¹,
ho introdotto la possibilità di ricevere un messaggio via posta
elettronica ogni volta che pubblico qualcosa di nuovo: se siete
interessati cercate mailing list qui a fianco. Ho pubblicato i
collegamenti per raggiungere i blog di altri amici, per ora solo
Fabio e Paolo, ma se vi conosco e avete un sito personale fatemelo
sapere e lo aggiungerò volentieri.
Devo confessare che ho un po' di
pregiudizi sui film francesi, soprattutto quelli che, come questo,
durano 2 ore e mezza. A volte rifletto sul fatto che non bisognerebbe
mai avere simili preconcetti dettati forse anche da una storica, ma
bonaria, antipatia tra gli italiani e il popolo d'oltralpe; poi però
capita di vedere pellicole come “Racconto di Natale” e
passano tutti i dubbi: faccio solo bene a diffidare dai film di
questa gente che passa il tempo girando in bicicletta con una
baguette sotto l'ascella! Raramente mi vien voglia di abbandonare
prematuramente la visione di un lungometraggio, in genere il mio lato
curioso mi spinge ad arrivare fino in fondo anche quando mi ritrovo
davanti ad un prodotto discutibile, eppure ieri mi sarei alzato
volentieri dopo pochi minuti... l'unico motivo per cui sono restato è
che ero in buona compagnia. Passo comunque a raccontare che cosa mi
sono sorbito per almeno un paio di motivi: il primo è che forse
eviterò a qualcuno di commettere il mio stesso sbaglio, il secondo è
che così nessuno potrà accusarmi di essere il Mollica della
situazione che dà solo giudizi positivi su ogni cosa recensisca. La
storia parla di una riunione di famiglia in occasione del Natale (che
originalità!). I fatti che dovrebbero rendere tutto interessante
sono che, di tre fratelli presenti, due non si possono vedere e con
“non si possono vedere” intendo che la sorella maggiore,
Elizabeth (Anne Consigny), ha ottenuto dal tribunale che il
fratello di mezzo, Henry (Mathieu Amalric) , venisse bandito
dalla sua vita in cambio del saldo di alcuni debiti contratti da
quest'ultimo. La madre dei tre fratelli, Junon (Catherine
Deneuve), soffre di una grave malattia del sangue la cui
unica cura, dai risultati comunque non certi, consiste in un
trapianto di midollo il cui donatore viene ricercato tra i vari
parenti presenti in casa. Il figlio di Elizabeth, Paull (Emile
Berling), soffre di problemi mentali, anche se tutti a
voler guardare in questo film hanno grossi problemi di mente.
Continua l'appuntamento con i film del
Giovedì sera e con le conseguenti minirecensioni del Venerdì. In
programma ieri sera “L'ospite inatteso”. Sebbene più di
una scena provochi un sorriso, la pellicola non può certo essere
definita una commedia. La trama, anche questa volta abbastanza
originale, parla di Walter Vale (Richard Jenkins), maturo
docente universitario di economia, che dopo aver vissuto per gli
ultimi anni un'esistenza monotona e priva di veri e propri affetti,
recatosi per qualche giorno a New York per un convegno, si ritrova
per motivi che non voglio anticiparvi, ma che includono il desiderio
dell'uomo di rimediare alla propria solitudine, a condividere
l'appartamento con una giovane coppia di immigrati clandestini. Tarek
(Haaz Sleiman), siriano, per guadagnarsi da vivere si esibisce
suonando il djembe, un tamburo africano, per locali insieme ad una
band, attività che suscita grande interesse in Walter, mentre Zainab, senegalese,
(Danai Guirira), disegna e intreccia collane e braccialetti
che poi rivende in una bancherella di un mercatino. La situazione
rivela ben presto aspetti in un primo momento insospettabili nel
protagonista, sino a che un giorno tuttavia l'equilibrio viene
spezzato e proprio a seguito di questo fa la sua comparsa nel
lungometraggio la madre di Tarek (Hiam Abbass
Eccomi a voi per il consueto appuntamento con la mini recensione del film del Giovedì sera all'Odeon. Ieri sera era la volta di The Millionaire, probabilmente la più nota tra le pellicole in rassegna quest'anno. Quasi sempre, prima di uscire di casa, faccio un giro tra i principali siti di cinema in rete per sondare un po' che cosa mi aspetti e ieri sono rimasto colpito dal fatto che The Millionaire fosse posizionato al quarantacinquesimo posto nella classifica dei migliori film di tutti i tempi sull'
L'Italia ha finito il suo 6 Nazioni. Sto parlando di rugby, sport che seguo ormai da un po' di anni. Che grande delusione. Purtroppo quando l'Italia era al vertice del ranking mondiale ancora non seguivo questo sport, anche perché nessuna emittente televisiva si sognava di trasmetterlo. Sono dunque abituato a vedere la nazionale essere battuta in quasi tutte le partite del prestigioso torneo che vede protagoniste le sei più forti squadre europee. Quest'anno però è andata peggio degli ultimi. Mentre in passato eravamo spesso in partita e magari ci scappava anche una vittoria, raro ma capitava, in questa edizione l'Italia è stata completamente annullata. Si potrebbe dare la colpa ai cambiamenti nel regolamento che in teoria ci penalizzano, ma sarebbe troppo semplice: un gioco brutto, con tanti errori sui fondamentali (touche e passaggi in primis).
Dopo aver saltato l'appuntamento di Giovedì scorso (ma dico io, possibile che tutta la gente che di solito viene con me al cinema stava lavorando alle nove di sera?!) ecco a voi le impressioni sul film proiettato ieri alla rassegna dell'Odeon. Innanzitutto: finalmente una commedia! Sia chiaro, a me non dispiacciono i film drammatici, ma dopo settimane di bambini abbandonati, violenze domestiche, storie di tossicodipendenti e massacri di guerra... be' un qualcosa di un filino più leggero ci voleva proprio. Detto questo, passiamo alla trama. La storia si svolge a Londra ed è tutta incentrata attorno alla figura di Pauline (Sally Hawkins), Poppy per gli amici, che è una via di mezzo tra l'Amelie dell'omonimo "Favoloso Mondo di" e una Pollyanna dei giorni nostri: il risultato è una stravagante inguaribile ottimista. Poppy ha 30 anni, fa la maestra e vive in un appartamento insiema alla sua amica Zoe (Alexis Zegerman). Oltre al lavoro, riempie il suo tempo libero con serate insieme alle amiche, il tappeto elastico, lezioni di flamenco e scuola guida. La trama non va molto oltre a questo, ma il punto forte del film sono le situazioni che si vengono a creare quando la protagonista ha a che fare con una serie di personaggi bizzarri, nevrotici, in alcuni casi addirittura psicopatici incontrati nello svolgimento delle sue numerose attività. Tra questi meritano di essere citati l'istruttore di scuola guida,
ottimamente interpretato da Eddie Marsan, e l'insegnante di flamenco (Karina Fernandez). Nonostante il mio giudizio globale sulla pellicola sia positivo, un paio di appunti mi sento di farli: è vero che l'ottimismo di Poppy è il cardine attorno al quale ruota tutto il film, ma a volte, a mio parere, la caratterizzazione del personaggio risulta un poco eccessiva. Anche i, per fortuna pochi, momenti sentimental/romantici su cui ho sorvolato durante la descrizione, mi hanno messo alla prova.
In tenera età, quando tutti i miei amici chiedevano ai propri genitori di comprar loro un motorino, io, che evidentemente ero già tarato, chiesi ai miei di comprarmi un nuovo computer. Ci ho passato ore molto produttive e magari un giorno, se mi ritroverò a corto di idee per il blog, pubblicherò qualcuna delle mie creazioni musicali che composi all'epoca. Oltre a dare sfogo alla mia limitata vena artistica, ovviamente gran parte del tempo lo trascorrevo attaccato ai videogiochi. Ad un certo punto uno dovrebbe crescere e lasciar perdere certe cose, ma, ahimè, a 32 anni suonati di tanto in tanto mi capita ancora di rimanere colpito da un videogioco e perderci qualche ora. A mia discolpa posso dire che qualcosa comunque è cambiato: prediligo sempre di più i puzzle-game, ci passo molto meno tempo e in più adesso, a differenza di quando ero un ragazzino, i giochi che mi piacciono li compro originali, anzichè servirmi dal piratone di fiducia (posso confessarlo, tanto oramai il reato è caduto in prescrizione!).